Dopo un’interruzione durata dieci anni, ulteriormente prolungata dalle restrizioni del periodo Covid, la scuola di Salemi è tornata a essere il cuore pulsante delle tradizioni locali riproponendo i laboratori dedicati alla Cena di San Giuseppe.
Come spiegato dalla professoressa referente del progetto, Lidia Angelo, l’iniziativa è nata dalla volontà di far sì che i ragazzi “imparino facendo”, permettendo loro di conoscere le radici del territorio attraverso l’esperienza diretta: dalla lavorazione del pane alla realizzazione della struttura, fino allo studio della complessa simbologia che ruota attorno a questa celebrazione.
L’entusiasmo degli studenti è stato tale da superare ogni previsione; se inizialmente il cronoprogramma prevedeva l’impiego di circa 15 chili di farina al giorno, l’affluenza massiccia ha portato a lavorarne oltre il doppio già nella prima giornata.
Questo successo ha coinvolto trasversalmente tutti gli ordini scolastici, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, trasformando l’istituto in un luogo di incontro intergenerazionale.
La riuscita del progetto è stata possibile grazie a una straordinaria partecipazione corale che ha visto mamme, nonne e insegnanti lavorare fianco a fianco, guidando i giovani nella manipolazione della pasta e nella creazione dei pani tradizionali, riallacciando così un legame profondo tra la comunità e la propria storia.
Il culmine dell’evento sarà il giorno diciannove di marzo, quando i ragazzi dell’indirizzo musicale apriranno ufficialmente le celebrazioni.
La cerimonia, che prevede la tradizionale benedizione, vedrà la partecipazione del Sindaco, del baby sindaco e del Dirigente Scolastico, a suggello di una collaborazione tra scuola e Comune volta a mantenere viva la tradizione in ogni suo aspetto, da quello artigianale a quello musicale.
Il dirigente scolastico, Salvino Amico, ha dichiarato ai nostri microfoni:
“Sono molto lieto dopo tanti anni di ridare alla cittadinanza la possibilità di vedere le Cene di San Giuseppe presso il nostro istituto, perché è un momento di devozione, nonché di grande adunanza collettiva.
La grande soddisfazione è che tutta la comunità scolastica ha partecipato, e non solo la comunità scolastica, ma soprattutto i genitori, le famiglie, i nonni, gli anziani che hanno dato il massimo rilievo nella formazione dei pani.
Ringrazio tutti, ringrazio chi, dei docenti, che ha collaborato in prima linea, come la professoressa Lidia Angelo e la professoressa Marilena Bellitti, ma anche tutto il corpo docente che si è alternato nella produzione dei pani.
Altro elemento importante da considerare è che anche i bambini della scuola dell’infanzia, della scuola primaria sono venuti ad attuare questi piccoli laboratori, e questo fa sì che la comunità scolastica goda di un momento di condivisione e di rappresentanza di comunità cittadina.”
Baldassare Caradonna
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