Ci sono rotte invisibili che collegano il cuore di pietra e sole di Salemi ai riflessi argentei della Laguna. Il 17 aprile, un “pezzo di Salemi” si ricompone a Venezia in un incontro che unisce musica e arte.
Due salemitani, Paula Gnidziejko e Paul Robino, sono partiti dalla medesima terra per poi fiorire altrove, seguendo il richiamo di Muse differenti. Paula, critica letteraria e custode di parole, ha saputo farsi spazio nel delicato e complesso tessuto culturale veneziano, dove oggi vive e dove cura eventi artistici e letterari. Paul, residente oggi a Vigevano, invece, ha affidato il suo sentire ai tasti di un pianoforte, e sta portando in tour, il suo ultimo lavoro, “I sensi del mare”: un’opera sinestetica che fonde spartito, letteratura e visione, prodotta dalla sapiente mano del Maestro Vince Tempera.
Venezia, luogo di questo sodalizio, non è una scelta casuale. Paula Gnidziejko, attraverso la sua associazione “Noi, loro e il futuro”, è diventata la curatrice e l’anima artistica de La Colomba, storico locale a pochi passi dal Teatro La Fenice. Questo spazio, vero sacrario del ‘900 unico al mondo, sta inaugurando sotto la sua guida una nuova, inedita stagione. Se un tempo ai suoi tavoli sedettero giganti come Picasso, Cocteau, De Chirico e Chagall, lasciando in dono oltre tremila opere inedite che ancora oggi creano un’atmosfera sublime tra marmi e legni pregiati, oggi La Colomba si evolve in un cenacolo multidisciplinare. Non più solo regno della pittura, ma dimora vibrante per poeti, musicisti e letterati.
È proprio in questo solco di rinnovamento che si inserisce, il 17 aprile, la performance di Paul Robino che dal mare giunge al suo approdo naturale. Le note de ‘I sensi del mare’, nate dai flutti profondi della Sicilia e non solo, troveranno la loro eco perfetta tra le calli e i canali della Serenissima. Un filo invisibile ricomporrà un mosaico d’orgoglio siciliano, renderà Salemi fiera di aver nutrito la verve artistica di due persone capaci di esportare bellezza in un altro luogo, forse lontano ma quel giorno più che mai vicino.
Paul Robino non è solo un compositore, ma un viaggiatore instancabile. La sua curiosità lo ha portato a calcare palcoscenici in diverse parti del mondo, assorbendo suoni e suggestioni che oggi confluiscono ne “I sensi del mare”. Questa sua attitudine cosmopolita, unita alla disciplina tecnica affinata a Vigevano e alla collaborazione con icone della musica italiana, lo rende un artista capace di far dialogare le radici popolari con la musica colta universale.
Sotto la guida visionaria di Paula Gnidziejko, la Colomba con l’attiva gestione di Jacky Jiang sta vivendo una nuova stagione d’oro. Proprio la scorsa settimana, il locale ha ospitato la premiazione di un collettivo di artisti contemporanei che hanno realizzato opere site-specific per onorare la tradizione del luogo.
In questa missione di rinascita culturale, Paula ha collaborato strettamente con Monica Isabella Bonaventura, curatrice attenta alla valorizzazione dei linguaggi contemporanei, con l’obiettivo di riportare Venezia a quel ruolo di crocevia internazionale che fu per le avanguardie del secolo scorso, riprendendo l’eredità dello storico concorso “Un Menù per la Colomba” nato nel 1953.
Così, tra memoria e visione, tra radici e orizzonti, Salemi e Venezia tornano a sfiorarsi. Non solo geograficamente, ma attraverso un linguaggio universale: quello dell’arte.
La “reunion” tra Paula e Paul non è soltanto un incontro personale, ma il simbolo di una generazione capace di partire senza recidere, di crescere senza dimenticare. In un luogo intriso di storia, dove un tempo sedevano giganti come Pablo Picasso e Marc Chagall, prende forma una nuova narrazione, fatta di contaminazioni e ritorni.
Il 17 aprile diventa così più di una data: è un ponte ideale tra passato e futuro, tra Sicilia e laguna, tra identità e sperimentazione. E in quel ponte, costruito con note, parole e visioni, Salemi riconosce ancora una volta la propria anima migliore: quella capace di viaggiare lontano, senza mai smettere di appartenere.
Agostina Marchese
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