È giunto il tempo del consueto periodo di orientamento per l’Istituto di Istruzione Superiore Francesco D’Aguirre – Dante Alighieri di Salemi, e per l’occasione i ragazzi, in collaborazione con i docenti, hanno preparato un simpatico filmato che spiega i motivi per cui scegliere l’istituto in questione.
Intanto, per la sede di Salemi è arrivata una novità molto interessante: come comunicato nella locandina dell’evento, nonché sui canali istituzionali, a partire dall’anno scolastico 2026/2027 si aprirà per i nuovi iscritti al liceo classico la possibilità di usufruire di una curvatura psicopedagogica.
Una scelta importante, che mira all’apertura di nuove sezioni al liceo classico, il quale quest’anno, inaspettatamente, non ha goduto delle iscrizioni necessarie per l’apertura della sezione, portando innumerevoli disagi a quei pochi alunni che si erano già iscritti, e ai docenti che già insegnavano all’interno dell’istituto.
Parallalelamente, quest’anno ha aperto a Salemi il nuovo liceo scientifico scienze applicate, il quale ha riscontrato un discreto successo, favorendo l’apertura di una classe numerosa e all’istituzione di una nuova cattedra per le discipline scientifiche.
Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con la dirigente scolastica Francesca Accardo, la quale ha scelto di concederci gentilmente un’intervista.
Preside, il 23 gennaio per l’istituto D’Aguirre-Alighieri si terrà la consueta giornata di open day.
Quali saranno le novità in vista del prossimo anno scolastico?
“L’open day è sicuramente uno dei momenti più importanti dell’anno scolastico. Quest’anno per il D’Aguirre di Salemi c’è una bellissima novità, già anticipata ai genitori in un incontro fatto a dicembre: il liceo classico avrà una nuova veste. Abbiamo deliberato in collegio docenti che, con la quota oraria del 20% di alcune discipline quali il latino e il greco, andremo a organizzare due ore settimanali di scienze umane.
Chiaramente qualcuno potrà dire: ‘Ma del 20% che ne facciamo?’. Ebbene, i docenti che cederanno due ore a settimana, quindi il docente di latino e il docente di greco, resteranno a disposizione dei ragazzi. Chi volesse continuare a fare il liceo classico ordinario, continuerà a fare l’ora in più di latino e di greco; chi invece volesse continuare nella “curvatura” psicopedagogica, andrà a fare scienze umane. Questa nuova veste dà una marcia in più al nostro istituto. Ho spiegato ai genitori come avremmo organizzato il tutto e ho visto tanto entusiasmo, sia da parte dei genitori che degli alunni che sono venuti a trovarci. Per cui, questo open day del giorno 23 sarà ancora un momento importante per chiarire ancor meglio quello che sarà il curricolo di scuola del liceo classico.”
Quanto conta nella progettazione dell’offerta formativa il dialogo con il territorio e con i bisogni reali delle famiglie?
“La scuola non è una monade. La scuola è territorio, la scuola è socialità. La scuola senza il territorio è vuota e priva di significato. Non possiamo restare chiusi in una monade; dobbiamo necessariamente aprirci al territorio per migliorare la qualità del servizio erogato. Questa scuola vanta un grande dialogo con il territorio, con le associazioni, con gli enti di volontariato, con le istituzioni che ci sono nel territorio e anche con le altre scuole. Non dimentichiamo che la continuità non è soltanto verticale in uscita, ma è anche in entrata. Entrata e uscita diventano due momenti importantissimi: i ragazzi arrivano da noi, crescono, prendono un diploma, ma devono anche essere orientati ad avere le idee chiare su quello che vogliono fare della loro vita. Lavorare nel e con il territorio dà l’opportunità ai nostri giovani di conoscere varie realtà lavorative per potersi fare un’idea diversa, maturare e autodeterminarsi nella scelta futura.”
Perché uno studente dovrebbe scegliere proprio uno degli indirizzi del D’Aguirre-Alighieri?
Cos’è che vi differenzia dagli altri istituti?
“Ci differenzia una cosa importantissima: noi siamo una scuola piccola e l’attenzione ai nostri alunni, e per i nostri alunni, è fondamentale. Noi li prendiamo per mano, li curiamo, li portiamo avanti. Qualsiasi problema, noi lo attenzioniamo. Non guardiamo soltanto la disciplina, l’interrogazione o la prova scritta; noi guardiamo i nostri ragazzi, quello che sono, la loro personalità, i loro problemi.
Li attenzioniamo sempre e cerchiamo di condurli sulla retta via dando buoni consigli. Al di là dei curricula, noi lavoriamo su questo. Se i nostri alunni si assentano, noi (conoscendo tutti i genitori) chiamiamo a casa per capire cosa è successo. Quando vediamo un alunno più riservato o diverso dal solito, chiediamo. Quindi se da un lato l’essere piccoli ci penalizza, dall’altro lato ci dà l’opportunità di avere questo tipo di rapporto diverso con la nostra utenza.”
Pochi giorni fa all’Istituto Comprensivo G. Garibaldi di Salemi è crollato un pezzo d’intonaco su un banco mentre gli studenti stavano facendo lezione. Alla luce di ciò, quali sono le principali criticità infrastrutturali delle sua scuole e come dialogate con gli enti competenti per affrontarle?
“Diciamo che le nostre sono strutture molto vecchie. Intanto io non dialogo con il Comune, ma con la Provincia. Devo dire che il dialogo è proficuo e produttivo perché la Provincia ha una buona attenzione per la scuola. Chiaramente, essendo strutture molto vecchie, anche i nostri RSPP cercano in tutto e per tutto di controllare la scuola a livello strutturale e, quando ravvisano la necessità, immediatamente avvertono l’ente competente che, devo dire, interviene.
E qualora non intervenisse, dà a noi l’autorizzazione per poter intervenire direttamente.
Come sta andando il nuovo liceo scientifico delle scienze applicate di Salemi? Come si trovano i ragazzi?
“Il liceo scientifico delle scienze applicate sta andando benissimo. I ragazzi sono molto entusiasti, lavorano con grande gioia, li vediamo impegnati e felici di frequentare questo nuovo indirizzo che ha fatto “quadrare il cerchio” in questa nostra comunità. Ci voleva, e i ragazzi (e le famiglie) hanno apprezzato molto.”
Il ministro Valditara in questi ultimi giorni ha parlato di un progetto di ridimensionamento scolastico, lei cosa ne pensa a riguardo?
“Beh, purtroppo nelle scuole italiane in generale il numero degli alunni tende a diminuire, non tanto per l’emigrazione ma per la scarsa natalità. Chiaramente il ridimensionamento è un grande disagio per le scuole, sia piccole che grandi, ma in particolar modo per le scuole piccole di un territorio piccolo, dove tra l’altro ci sono comuni con una popolazione esigua. Tuttavia, noi dirigenti “subiamo” il ridimensionamento; per noi è molto difficile e complicato lavorare con scuole in diversi comuni, con diversa tipologia di indirizzi e contesti socio-culturali differenti. Però siamo chiamati a svolgere il nostro lavoro e, grazie al supporto di validi collaboratori, riusciamo a portare la scuola avanti veramente bene.”
Sappiamo che i lavori sono ancora in corso, ma ci sono novità per la riapertura della sede di via Baviera?
“Noi seguiamo i lavori, sappiamo che vanno un po’ a rilento, ma sappiamo che lavorano. La scuola attende. Diciamo che qui abbiamo trovato tutti un equilibrio in questo grande edificio dove siamo tutti insieme, però attendiamo sviluppi.”
Infine, cosa si sente di comunicare a tutti quei ragazzi che devono scegliere la loro nuova scuola superiore?
“Mi sento di dire di venire nel nostro istituto, il D’Aguirre-Alighieri, perché è una bellissima scuola, accogliente, dove si lavora con grande coscienza professionale. Abbiamo professionisti dell’insegnamento, facciamo tanti progetti, numerosi scambi e progetti Erasmus, lavoriamo sull’internazionalizzazione e sui laboratori d’indirizzo. Scegliete la nostra scuola: noi vi porteremo per mano e voi imparerete a camminare sulle vostre gambe.”
Baldassare Caradonna

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