È passato più di un anno da quando Gibellina è stata nominata dal Ministero della Cultura “Capitale italiana dell’arte contemporanea” per l’anno 2026.
Eppure, non tutti sanno che la nomina non ha una valenza esclusivamente simbolica, bensì comporta anche e soprattutto lo stanziamento di fondi pubblici, per la precisione un milione di euro, per il progetto risultato vincente, chiamato “Portami il futuro”.
Un progetto ambizioso di riqualificazione urbana e di iniziative legate all’arte e al teatro che si svilupperà lungo quattro grandi aree tematiche: “Armonie del Contemporaneo”, “Memorie del futuro”, “Eredità” e “Reti Contemporanee”.
Il 17 dicembre, presso il Ministero della Cultura a Roma, si è tenuta la presentazione del progetto, alla presenza del sindaco di Gibellina Salvatore Sutera, e dell’assessore regionale ai beni culturali Francesco Paolo Scarpinato.
Il sindaco di Gibellina si è dichiarato più volte entusiasta per il titolo che la città ha ottenuto, affermando che il merito è attribuibile in larga parte all’eccentrico Ludovico Corrao, che dopo il terremoto del 1968 è riuscito a trasformare la città in un laboratorio a cielo aperto che ha attirato artisti e curiosi da tutto il mondo.
Anche i sindaci della provincia, compreso quello di Salemi, hanno supportato a fondo il progetto, affermando che quest’ultimo è una grande opportunità per lo sviluppo turistico dell’intera area belicina.
La Regione Siciliana ha già annunciato il proprio pieno sostegno al Comune, con una dotazione finanziaria aggiuntiva di 3 milioni di euro, e l’istituzione di un bando per le scuole.
L’inaugurazione ufficiale del progetto avverrà il 15 gennaio 2026, data che coincide con il 58esimo anniversario del terremoto del Belìce.
“Portami il futuro” è il sogno di Corrao che prende vita, è la prova che anche i progetti più difficili possono diventare realtà, con la giusta dose di buona volontà, ingegno, perseverza e resilienza.
Però, a dispetto di ogni campanilismo positivista, non si può negare che la vera sfida comincia adesso.
Il Comune di Gibellina, con la guida di Salvatore Sutera, saprà sfruttare adeguatamente le centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici assegnatagli, o questo progetto sarà un grande buco nell’acqua?
È giunto il momento che in Sicilia si faccia Politica, però che sia quella con la P maiuscola, quella che facevano anche Ludovico Corrao, Piersanti Mattarella e Leonardo Sciascia.
Così, nella speranza che questo progetto risulti essere degno erede del lascito politico-culturale di Corrao, è sempre bene ricordare ciò che lui stesso disse in un’intervista rilasciata nel 2010, un anno prima di morire.
Alla domanda “Qual è secondo lei il messaggio che Gibellina dà ai posteri e che rappresenta il suo spirito più profondo?”, lui rispose:
“L’idea che cambiare è possibile davvero, che è possibile attraversare, con coraggio e cultura, la soglia che separa la servitù dalla libertà.
Un’idea che è simboleggiata pienamente dall’arte e che, appunto, a Gibellina ha piena e visibile cittadinanza.”
Baldassare Caradonna
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