Oggi è il 25 novembre, la giornata internazionale fissata dalle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Così, oggi ho scelto di ricordare un femminicidio che ha segnato particolarmente la comunità salemitana, quello della 39enne Marisa Leo, uccisa barbaramente dal suo ex compagno, il 42enne Angelo Reina.
Marisa Leo era nata e cresciuta a Salemi, e soltanto in età adulta si era trasferita nella città di Marsala, dove aveva trovato lavoro nel reparto marketing della cantina Colomba Bianca, e dove aveva conosciuto il suo ultimo compagno, l’imprenditore 42enne Angelo Reina.
Con quest’ultimo Marisa Leo avrà una lunga storia che culminerà con la nascita di sua figlia, ma le cose in seguito non andranno come previsto.
La loro relazione, segnata da tensioni e litigi, era terminata nel momento in cui Marisa ha scoperto i suoi tradimenti, ed aveva scelto di tornare a vivere a Salemi, nella casa con i suoi genitori.
A quel punto il compagno, ossessionato, aveva iniziato a pedinarla e a perseguitarla, e così nel 2020 lei scelse di denunciarlo per stalking.
Il processo è andato avanti per quasi due anni, fino a quando, nel 2022, Marisa inaspettatamente scelse di rimettere la querela, portando i giudici a dichiarare nei suoi confronti il non luogo a procedere.
Come raccontato dal legale che l’ha assistita, la sua scelta non era frutto di un ripensamento, bensì era volta a tutelare integralmente la condizione di sua figlia.
E fu per questo motivo che, dopo anni di terrore, nel settembre 2023 lei scelse di recarsi a un incontro con l’ex compagno proprio per discutere in merito alla custodia della loro bambina, ma era una trappola.
Marisa venne colpita da Reina con tre colpi d’arma da fuoco al torace, morendo pochi minuti dopo.
Reina si suicidò poco dopo con un colpo di fucile, nei pressi dello svincolo Alcamo Ovest dell’autostrada A29.
Il femminicidio di Marisa Leo ha scosso l’Italia intera, in particolare la città di Marsala, dove ha vissuto, e la città di Salemi, dove era originaria.
Tutti i grandi eventi sono stati annullati, e la popolazione si è riversata nelle piazze per manifestare contro l’ennesimo crudele, barbaro e ingiustificabile femminicidio.
Inoltre, è fatto noto che la stessa Marisa Leo si era fatta più volte promotrice attiva di iniziative legate al contrasto della violenza di genere.
Sui social, in un video pubblicato nel 2019, quando era ancora incinta di sua figlia, al suo pubblico speranzosa diceva:
“È un miracolo. Una forza così piccola, ma così dirompente e una vita che cresce al ritmo di due cuori che battono insieme.
Donna, mamma, tu lavori, tu progetti, tu crei e sei fantastica per come lo fai.
Tu cadi, ti rialzi, piangi ma non molli, e sei perfetta così come sei.
Donna, mamma, tu non sei sola”.
Il femminicidio di Marisa Leo ha lasciato una macchia indelebile nella coscienza di tutti noi, uomini e donne salemitani.
Sul muro del Centro Kim lo scorso anno è stato realizzato dall’artista Piergiorgio Leonforte con il sostegno dell’Associazione Peppino Impastato un murales che raffigura una Marisa Leo sorridente, come l’avremmo voluta sempre vedere.
È impossibile tentare di comprendere come si possa essere arrivati a commettere una simile atrocità, ma proprio per questo è importante conoscerla a fondo.
Per impedire che una cosa del genere succeda ancora, per impedire che in futuro ci siano ancora donne che facciano la stessa fine di Marisa Leo.
È con questo spirito che invito tutti a presenziare, domani alle ore 16:00, all’inaugurazione della nuova panchina rossa in Piazza Peppino Impastato, dopo che quella vecchia nei giorni scorsi è stata brutalmente vandalizzata.
Un piccolo segnale per la nostra comunità, ma un grande segnale per tutte quelle donne che ancora oggi sono vittime di violenza.
Baldassare Caradonna
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