Quando si è candidato a sindaco nel 2014 nessuno avrebbe scommesso una lira sulla sua vittoria contro l’uscente Vittorio Sgarbi, il quale godeva di una visibilità abnorme in confronto alla sua.
Domenico Venuti, difatti, ai tempi era ancora un semplice consigliere comunale in quota PD, nonché delfino dell’onorevole Baldo Gucciardi.
Eppure, si sa, la storia è fatta anche e soprattutto di colpi di scena, ed è storia il fatto che non soltanto Domenico Venuti vinse quelle elezioni, ma anche che la sua compagine politica riuscì a ottenere la maggioranza assoluta in consiglio comunale.
Eventi anomali, considerando che Domenico Venuti allora era un giovane volto emergente all’interno Partito Democratico, non ancora un politico di lungo corso.
Così, a soli 35 anni, divenne uno dei sindaci più giovani che il comune di Salemi avesse mai avuto, infrangendo ogni record.
Successivamente, venne eletto altresì segretario provinciale del Partito Democratico e presidente regionale di Ali, Autonomie Locali Italiane.
La parole chiave della sua amministrazione furono principalmente due: moderazione e responsabilità.
Ai tempi i bilanci comunali erano in forte sofferenza, anche e soprattutto a causa delle spese pazze dell’amministrazione Sgarbi, poi quest’ultima condannata dalla Corte dei Conti.
Così, con calma e perseveranza, in dieci anni l’amministrazione Venuti è riuscita a regalare alla cittadinanza investimenti ponderati per la collettività e un disavanzo di bilancio superiore a 100mila euro.
Da sottolineare anche il successo della nuova raccolta differenziata, arrivata a una percentuale superiore al 75% e che ha visto il comune di Salemi premiato più volte a livello regionale e nazionale come uno dei comuni più virtuosi.
Oltre alla differenziata, uno dei più grandi problemi della Salemi di Sgarbi era sicuramente la spazzatura, l’immondizia che riempiva le strade, come accade tuttora nelle grandi città come Palermo, Napoli, Roma o Milano.
Adesso, basta fare un giro in paese per capire che il problema, almeno nelle arterie principali, è fortunatamente risolto.
Oppure ancora, potrei parlare dell’apertura dei primi asili nido comunali, del riconoscimento di Salemi nel club dei “Borghi più belli d’Italia”, della ripresa del progetto case a 1 euro, e così via.
Insomma, grazie a Domenico Venuti e alla sua amministrazione, per la gioia dei suoi sostenitori e per il rancore dei suoi avversari, Salemi ha avuto una vera e propria rinascita, economica e culturale.
Una rinascita che, con i suoi limiti naturali, ci ha visti partecipi nei più grandi consessi nazionali e internazionali, come l’ANCI, l’ALI, il We Make Future e persino la BBC, la televisione britannica.
Tuttavia, prima o poi, anche le avventure più belle finiscono.
Lui a malincuore l’aveva capito già nel 2022, quando, a metà del suo secondo mandato, scelse di candidarsi come deputato regionale per il Partito Democratico, seguendo le orme del suo padrino politico Baldo Gucciardi.
Una campagna elettorale al cardiopalma, che lo ha visto perdere per una manciata di voti, superato dal suo collega piddino Dario Safina, contro la cui elezione aveva persino presentato un ricorso al Tribunale civile di Palermo, in seguito rigettato.
Così, nel 2024 era pronto a ricandidarsi a sindaco, nella speranza che la Regione Siciliana approvasse una legge che consentisse il terzo mandato consecutivo.
Ma, sfortunatamente, la legge non è arrivata in tempo, e dunque ha dovuto lasciare il posto al suo assessore Vito Scalisi, che poi è diventato sindaco.
Nel frattempo, a causa della vittoria di Dario Safina e dell’elezione della nuova segretaria nazionale Elly Schlein, è stato lentamente isolato all’interno del PD trapanese, nel quale non si è ricandidato come segretario.
Non si è ricandidato neppure come consigliere comunale, né è stato nominato quale assessore nell’amministrazione Scalisi.
Arrivato come un fulmine a ciel sereno, Domenico Venuti adesso sembra essere sparito dalla scena politica.
Che stia preparando un suo ritorno, magari sotto altre vesti, o che abbia scelto di ritirarsi definitivamente a vita privata?
Beh, lo scopriremo soltanto con il tempo.
Baldassare Caradonna
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