È morto all’età di 70 anni Björn Andrésen, ossia “il ragazzo più bello del mondo”, come lo aveva definito il celebre regista Luchino Visconti, che dopo una ricerca minuziosa lo aveva scelto per interpretare il ruolo di Tadzio nel suo film “Morte a Venezia”.
Il ragazzo, che all’epoca aveva soltanto 15 anni, fu scelto da Visconti a causa del suo aspetto androgino e fascinoso, e così ottenne una fama immortale.
Un fascino, quest’ultimo, che lo avrebbe perseguitato per tutta la vita, come ha raccontato egli stesso in numerose interviste, poiché molte persone lo videro soltanto come un mero oggetto estetico.
In particolare, raccontò di quando Visconti, in occasione dell’anteprima del film al festival Cannes, lo portò in un bar gay dove era stato oggetto dell’attenzione di molti uomini anziani, e di come lui si fosse sentito a disagio.
In ogni caso, dopo “Morte a Venezia” il suo successo fu globale, marcato soprattutto in Giappone, tanto che la nota autrice di manga Riyoko Ikeda si sarebbe ispirata a lui per creare il personaggio di Lady Oscar.
Andrésen fu subito chiamato a fare tanti altri film, ma non appena si rese conto che la sua fama era dovuta in larga parte al suo aspetto, scelse dapprima di rifiutare ruoli meramente estetici, e poi di ritirarsi definitivamente dalle scene.
In un’intervista del 1983, lui stesso affermerà:
“La mia bellezza era una maledizione, mi ha tolto la possibilità di essere normale”.
Ritornerà nel 2021 come protagonista di un documentario a lui dedicato intitolato, per l’appunto, “il ragazzo più bello del mondo”, in cui appare per la prima volta un Tadzio decisamente invecchiato, trasandato, dallo sguardo malinconico e dalla bellezza ormai definitivamente tramontata.
In una scena del documentario, circondato dalle sue foto da adolescente, affermerà:
“Quello non ero io, era un sogno.
E i sogni a volte distruggono.”
Baldassare Caradonna
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