“Esercizio!”.
È questa la parola con cui i giovani studenti delle scuole medie di Salemi ricordano Lorenzo Barbara, il loro professore di religione, che conosciamo oggi nella veste inedita di scrittore.
Il 26 settembre, presso il castello normanno-svevo di Salemi, è stato presentato dalla prof.ssa Gisella Mastrantoni il nuovo libro di Lorenzo Barbara “Homo religiosus e ricerca di Dio”, edito da Lithos Edizioni.
La presentazione, organizzata dalle sezioni FIDAPA di Salemi, Partanna e Trapani, presiedute dai rispettivi presidenti Caterina Misciagna, Maria Elena Bianco e Caterina Iacoviello, è stata aperta con un minuto di silenzio in ricordo di tutte le popolazioni che soffrono.
La presidente della FIDAPA di Salemi, Caterina Misciagna, ha ricordato come questo sia l’evento conclusivo del biennio 2023-2025 dell’anno associativo della FIDAPA, un biennio caratterizzato dalla proficua collaborazione tra tutte le sezioni della provincia di Trapani e non solo.
Presente in rappresentanza del comune di Salemi, anche l’assessore alle politiche sociali Gasperina Gandolfo, che ha portato i saluti del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale.
La presentazione è stata intervallata da sottofondi musicali realizzati dalla banda guidata dal prof. Rosario Rosa, mentre la sala del castello adiacente a quella principale è stata ornata con un tavolo imbandito di pani di San Giuseppe che rappresentavano ogni religione presa in esame dal libro.
Questo blog ha avuto la possibilità di intervistare l’autore del libro, il prof. Lorenzo Barbara.
Professore, oggi presenta il suo nuovo libro “Homo Religiosus e Ricerca di Dio” edito da Lithos Edizioni.
Di che cosa parla? Perché dovremmo leggerlo?
“Il libro è una panoramica di tipo storico-fenomenologico sulle religioni.
E quindi qualcuno potrebbe chiedersi: nella società in cui l’uomo vive di intelligenza artificiale e di robotica ha senso parlare di homo religiosus?
Bene, a questo interrogativo la risposta è pronta, perché anche l’uomo che usa le tecnologie digitali rimane homo religiosus, perché è sempre un uomo aperto al trascendente e a ciò che sta oltre il visibile.
Quindi anche l’uomo che usa l’intelligenza artificiale e la robotica si pone quelle domande esistenziali dalle quali poi nasce la religione.”
Pensa che tra i giovani si sia perso il contatto con Dio?
“Assolutamente no, soltanto che i giovani, che usano per l’appunto le tecnologie digitali, hanno modi e canali diversi per interessarsi al sacro.
È pur vero che nell’universo del sacro possono esistere delle sette, dei movimenti religiosi, per cui bisogna fare molta attenzione.
Nel mio libro io do il consiglio di esercitare l’epochè.
Cioè, quando si va ad analizzare un mito, un rito o un luogo di culto non ci si chiede se questo sia vero o falso, ma piuttosto il significato che questo abbia per il fedele che lo pratica.”
Lei è conosciuto per usare all’interno delle aule il metodo euristico.
Pensa che sia un metodo efficace?
“Assolutamente sì.
Io trovo che tutti gli alunni, anche quelli meno motivati, con il metodo euristico riescano a seguire in modo efficace la lezione, e che così questo diventi anche un metodo educativo, quasi ludico, piuttosto affascinante”
Baldassare Caradonna
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